Friday, 30 July 2010

July, 30 2010 - Day 1: Windhoek & Cheetah farm

Sono circa le 6.00 della mattina, il comandante annuncia l'imminente atterraggio; sono quasi arrivato. La citta' di Windhoek e' sotto di me, riesco a vederne le sagome, ora alcuni edifici; il cielo e' di un blu cobalto ed e' sgombero dalle nubi. E' molto diverso rispetto al colore del cielo italiano.

Ci siamo! Tocchiamo terra, sono in Namibia!!

La giornata comincia, una jeep 4x4 a noleggio, giusto il tempo di un po di relax al bed and breakfast di Windhoek e poi nel primo pomeriggio visita ad una farm di felini sulle montagne intorno alla capitale. Windhoek si trova a ben 1700 metri di altitudine ed e' una cittadina dalla tipica architettura bavarese, sembra di essere in Austria... ...il centro invece copia lo stile delle grandi metropoli, un po di traffico, gente che si muove con ritmi tipici di un giorno lavorativo e parchi pubblici su cui si affacciano gli edifici di 10, 15 o forse piu' piani.
Le strade che portano dal centro della capitale alla periferia si snodano su colline morbide, da qui si intravedono nuovi scorci, man mano che si procede.
In lontananza si vedono le montagne ed enormi distese che si perdono all'orizzonte. Uscendo ancora fuori dalla citta' la strada asfaltata termina.
Strada sterrata, in pessime condizioni, guido con cautela, devo ancora prendere dimestichezza con il mezzo.

...Il tempo sembra scorrere piu' lentamente...

Intorno a me il paesaggio e' desolato, alcuni alberi, il bush, qualche babbuino che fa capolino sulla strada... ma difficilmente incontro qualcuno.
Dopo molti chilometri di strade di montagna, la farm appare all'improvviso, come se fosse parte esistente del panorama. Come se il suo posto fosse gia' stato deciso nel preciso momento in cui le rocce, gli alberi e tutta la natura che la circonda spuntarono.
In effetti, Amani Lodge e' costruito in modo tale da rendere minimo l'impatto sull'ambiente circostante. Siamo a circa 20 km da Windhoek, direzione sud ovest, l'aria e' frizzantina, mi trovo infatti a quota 2156 mt.
Lewis mi accoglie e comincia ad annusarmi, come fa tipicamente un cinghiale quando e' sulla sua strada, alla ricerca di cibo... Si, nella farm c'e' un cinghiale, in realta' oltre a Lewis, ci sono un paio di pavoni dai colori incredibili ed un'infinita' di uccelli che cinguettano e svolacchiano di qua e di la. Alcuni di colore azzurro, riflettono con le piume la luce del sole, come fossero cosparsi di porporina.
Bellissime creature dagli occhi bordati di un colore arancio.
Olivier, uno dei proprietari della farm mi viene incontro e mi saluta cordialmente. Capelli lunghi, occhi chiarissimi, color sole, direi quasi felini, bel fisico, chiaramente senza maglietta... Guardandolo negli occhi sembra di vedere lo sguardo di un ghepardo...

Mentre chiacchieriamo mi rendo conto di aver varcato un recinto sul retro dell'edificio principale, siamo entrati e Olivier mi racconta quello che riesce a fare per tentare di far tornare ad una vita normale i ghepardi che ospita qui nella farm.
Faccio ancora qualche passo e Olivier mi fa segno di voltarmi. I miei occhi non credono a quello che vedono, davanti a me un piccolo ghepardo di 7 mesi. Mi viene incontro, con piccoli passi decisi ed un portamento delicato... mi raggiunge... io mi abbasso, porgo la mia mano, lui l'annusa, il ghiaccio e' rotto.
Come un micio che fa le fusa, il piccolo Adam si strofina alla mia gamba, il contatto e' stabilito. Io l'accarezzo, lui abbassa la testa e si lascia accarezzare, la mia testa e' sgombera, e' svuotata di ogni pensiero, il mio cuore batte forte, e' un'emozione bellissima, indescrivibile!
Adam rimane a farsi accarezzare, non e' silenzioso, tutt'altro, sento il tipico suono che un felino fa quando fa le fusa, solo che e' accentuato.
E' solo un ghepardo che fa le fusa mi spiega Olivier... Passano ancora alcuni minuti, che a me rimarranno impressi per il resto della mia vita, ora Adam e' tra le mie gambe, coma fa un gatto quando vuole ricevere coccole, io non le risparmio e lui sembra gradire.

...E' tempo di andare, mi aspettano altri felini, sei ghepardi di eta' compresa tra i 2 e 3 anni, un leopardo, un leone con la sua compagna leonessa.
Saliamo sulla jeep di Janine, alzo lo sguardo al cielo, il sole e' ancora alto, ma d'inverno in Namibia tramonta verso le 17.30.
Ci muoviamo nelle stradine che costeggiano la farm, respiriamo tutta la natura che ci circonda, la jeep e' aperta, rimango in silenzio ad ammirare questo fantastico paesaggio.
Attraversiamo molti chilometri di macchia, di piccola boscaglia, strade sterrate e piccoli sentieri raggiungibili solo con una potente jeep. Il mio "non pensare a nulla" viene infine interrotto: ci arrestiamo d'avanti ad un cancello.
Edward scende dalla macchina e ci fa strada, Janine ed io rimaniamo sulla jeep, varchiamo un cancello rudimentale, fatto di legni e pezzi di rete assemblati alla meno peggio. Questo cancello ha tutta l'aria di dover proteggere qualcosa o forse qualcuno da qualcosa...
Abbiamo varcato il territorio di qualcuno, Janine mi fa segno verso la cima della montagna, intravedo qualcosa muoversi velocemente verso valle; le sagome di tre, forse quattro ghepardi cominciano ad essere nitide. Dietro di loro altri due ghepardi, corrono tutti verso di noi, sono di una velocita' e di un'agilita' impressionante.
Siamo circondati, non scendiamo dalla macchina, non cambia molto (penso) ....la jeep e' aperta.
"Never run away from a cheetah!" dice Edward. Il felino infatti e' un predatore, e come tale si comporterebbe di fronte alla sua preda in corsa.
Sono entusiasta, rimango a guardarli mangiare, ad azzannare un grande pezzo di carne con osso.
Edward mi indica il capo branco, poi il piu' debole del gruppo. Mi descrive con incredibile precisione ogni singolo dettaglio di ognuno dei sei ghepardi.
E' giunto il momento di far visita alla coppia reale, un leone e una leonessa che si scambiano effusioni come fa una coppia di innamorati.
Lei si muove con grazia, sembra studiare ogni piccolo movimento, e' in continua esplorazione; lui controlla a distanza cio' che accade, ci osserva e ci fissa spesso.
Sembra quasi voler ribadire il suo ruolo in ogni piccolo movimento. Il sole cala all'orizzonte, siamo di ritorno al lodge, assaporo il primo tramonto namibiano unito ad un calice di champagne, quasi a festeggiare il mio secondo battesimo in Africa...

1 comment:

Alessandra said...

sto rosicando e punto! ;D