Thursday, 29 July 2010

July, 29 2010 - Setting off for Namibia

Ancora questa mattina avevo difficolta' a credere che il giorno della partenza fosse arrivato.
Eccomi qui a sorvolare l'Italia, a circa 3000 metri d'altitudine, diretto a Francoforte.
Qui, dopo uno scalo di tre ore circa, volero' verso la tanto attesa destinazione, la terra dai deserti infuocati, ancora considerata da molti la culla del mondo, un paese dove dune color albicocca muovono animate dal vento fino ad arrivare a lambire l'oceano atlantico ed immergersi nelle sue fredde acque.
Namibia, un paese poco popolato, ma con una varieta' di popoli ricchi di antiche tradizioni, come i Khoisan, un popolo cacciatore, o i Nama, un popolo di pastori.I famosi guerrieri Owambo, hanno combattuto per la loro indipendenza, e rappresentano il 50 % della popolazione qui in Namibia. I Kavango, imparentati con tribu' dell'Africa orientale, sono suddivisi in cinque sottogruppi.
Tra questi, gli Herero che presero parte alle antiche migrazioni che mossero i popoli Bantu verso l'Africa del sud. E poi i Damara, fiero popolo semi-nomade di pastori, relegato a vivere nel Damaraland secondo le politiche dettate dall'apartheid. I Caprivian, divisi in cinque gruppi tribali, si sostengono con la pesca, l'agricoltura e l'allevamento di bestiame.
I Nama, originari della Penisola del Capo, sono tra i popoli piu' antichi indigeni in Namibia. Essi raggiunsero queste terre, dopo lo sterminio condotto ad opera dei coloni affamati di terre.
I Topnaar, costituiscono un ramo dei Nama, ma sono ad oggi il gruppo piu' emarginato della Namibia. Vivono prevalentemente nelle bidonville, lontano dalle principali citta', coltivando meloni ed allevando capre.
I Coloured, nati dall'unione di coloni (prevalentemente Afrikaans e Tedeschi) con donne Damara ed Herero; sono emarginati sia dalla comunita' bianca che nera.
E per finire, i Baster sempre figli di coppie miste, specificatamente tra Nama e Olandesi, conducono uno stile di vita urbano e si dedicano all'allevamento di pecore e capre.
Nei prossimi giorni, tocchero' Windhoek, Sossusvlei, Solitaire, Ganab, Swakopmund, Walvis Bay, Sandwich Harbour, Hentiesbaai, Cape Cross, Sorris-Sorris, Khorixas, Kamanjab, Otjitotongwe, Outjo, Okahandja e per finire a nord, a circa 200 km dal confine con l'Angola, nel Etosha National Park, Okaukuejo, Halali, Namutoni.

In particolar modo a Otjitotongwe faro' visita ad un villaggio Himba, un sottogruppo degli Herero. Un popolo che nonostante le influenze occidentali e' riuscito a preservare molti dei propri usi e costumi.
Gli Himba sono probabilmente il popolo piu' conosciuto in Namibia, per via degli opuscoli o delle fotografie; le donne sono molto vanitose, spalmano il loro corpo di ocra rossa.
Sono vestite di soli gonnellini di pelle di capra ed amano indossare vistosi accessori.
Questi assumono significati diversi e servono spesso per evidenziare il loro "status comunitario" all'interno della tribu'. Una collana ad esempio e' indossata da una donna sposata, una cinta significa che la donna che la indossa e' madre di prole. La cavigliera serve invece a preservare la donna da morsi di serpenti e/o punture di spine.

Sono le 19.30, suona Moment of Surrender, nell'aeroporto di Francoforte il personale di terra ripete:

"We are now boarding the flight SWO286 to Windhoek. All the passengers..." ... e' tempo di volare...

2 comments:

Alessandra said...

Moment of Surrender รจ unica...risentila con calma nei momenti di malinconia africana...

Stefano said...

:) e' veramente unica quella canzone, hai ragione... :) xxx