Wednesday, 20 February 2008

14 febbraio - il ghiacciaio Perito Moreno - February 14

Il telefono della nostra stanza squilla. Dall'hotel si sono dimenticati di svegliarci, ed e' l'unico giorno in cui non abbiamo messo la nostra sveglia.... In spagnolo mi viene detto che sono le 9:05 e che una persona di Hielo y Aventura, l'agenzia che ci portera' sul Perito Moreno, ci attende ... Avevamo chiesto una sveglia alle 7:45... La giornata parte un po' alla rincorsa, veniamo portati in centro citta' (El Calafate) da un taxi, da qui saliamo su un pulmino e per finire ci trasferiamo a bordo di un pulman piu' grande.
Ci aspetta un'ora circa di viaggio, 120 km di strada che si snoda tra colline e laghi dai mille colori.
Il pulman si ferma... davanti a noi compare il Perito Moreno.
Che spettacolo! Uno dei pochi ghiacciai ancora in piena salute. Uno dei pochi ad avanzare, con i suoi 80-120 metri di altezza ed un fronte di circa 5 Km! Si estende per circa 250 Km quadri per una lunghezza di circa 30 Km! Una prova di forza della natura!!
Il Perito avanza e si muove ad una velocita' di circa 2 metri al giorno. La velocita' e' maggiore nella parte centrale rispetto alle Morene (le zone laterali del ghiacciaio che trasportano il materiale roccioso levigato).
Comincio a scattare foto... sembro un giapponese in vacanza a Roma...
Scendiamo la collina per arrivare alle piattaforme, poste d'avanti il ghiacciaio. Dieci scalini ed una foto, una sosta ad ammirare e di nuovo altri scalini....
C'e' un silenzio surreale nell'aria, una quiete che viene interrotta da specie di "tuoni". E' il rumore provocato dalla caduta di masse di ghiaccio che si staccano dal fronte.
Alla caduta l'acqua sottostante si tinge ancor piu' di celeste. 
E' il Lago Argentino, che fa da cornice e che inghiotte questi blocchi di ghiaccio.
E' il Lago Argentino, in cui si specchia il Perito Moreno. 
L'azzurro ed celeste del cielo, il bianco e le sfumature celesti del ghiacciaio, il grigio delle rocce ed il blu cobalto del lago sono solo parte dei colori che si alternano qui, tutto infatti dipende dalla luce, dal sole, dalle nubi, dal vento.....
Rimango, ancora una volta, ad ammirare in silenzio tutto cio', ancora qualche scatto ...
Ci concediamo una breve pausa, ci aspetta una navigazione di 30 minuti circa. La prossima tappa e' infatti una camminata o meglio trekking con ramponi sul Perito Moreno.
Sbarchiamo, siamo arrivati in una caletta all'estremita' ovest del ghiacciaio.
Il lago sembra finto, qui, il colore che i sedimenti di roccia e minerali donano all'acqua vanno dal celeste all'azzurro con sfumature di verde rubino. Saliamo sulla collina davanti a noi e lasciamo i nostri zaini in una specie di chalet. Lasciamo infatti tutto cio' che potrebbe rappresentare un peso. A chi non ne ha,vengono dati dei guanti di lana. La temperatura sul ghiacciaio e' piuttosto bassa e mantenere mani e piedi caldi e' la regola numero uno per evitare di sentire freddo li'. Prendiamo la stradina che ci conduce al bosco e camminiamo per circa 15 minuti, ogni tanto butto l'occhio alla mia destra. La vista del ghiacciaio appare differente da qui. Siamo al suo lato, si vedono chiaramente i picchi ghiacciati ed i colori offerti sono decisamente diversi rispetto a prima. 
La nostra guida ci spiega qualcosa sul Perito e ci da alcuni piccoli consigli prima del trekking. Ci vengono forniti i ramponi.
Cominciamo a camminare sul ghiaccio, prendendo confidenza con i ramponi ai piedi. Il paesaggio e' incredibile, sorgenti d'acqua, piccoli crepacci e grandi picchi ghiacciati fanno da cornice al nostro cammino.
Io rimango spesso indietro al gruppo e mi diverto a scattare foto alla nostra cordata... Il Perito cambia spesso colore .... e dal bianco passa al celeste e.... poi all'azzurro...
Il percorso e' sempre in salita, e per almeno 30 minuti continuiamo a salire e a salire... ma nessuno di noi, credo, si accorge della difficolta'.
E' un'esperienza bellissima, mai stato a contatto con un ghiacciaio prima di oggi.
A volte, mentre camminiamo, mi domando se ci sia realmente differenza rispetto ad un paesaggio nevoso, ad una montagna innevata....
In effetti, man mano che saliamo e che il tempo passa, la sensazione che si ha e' di essere in una qualsiasi montagna innevata, ma poi facendo attenzione a piccoli dettagli ci si rende conto che c'e' qualcosa che non si puo' trovare in un paesaggio invernale... 
Siamo arrivati in una zona in cui il ghiaccio ed il vento hanno creato delle sculture bellissime, forme geometriche armoniose e distensive, ed ancora mille piccoli laghetti che si formano con lo scioglimento del ghiaccio e da qui piccoli ruscelli che scendono a valle.
No tutto questo non l'ho mai visto su montagne innevate! E poi i crepacci, da cui la nostra guida ci allontana. Gole di ghiaccio senza fine, buchi nel ghiaccio con il fondo che si fa sempre piu' azzurro. 
Provo ogni tanto a togliermi gli occhiali, ma la rifrazione e' forte e sono costretto a rimetterli, continuo a fermarmi e rimango spesso indietro; vorrei anche oggi, che questa escursione  non finisse mai.
Adesso il ghiaccio assume forme piu' simili a dei fiordi. Intorno a noi, il vento ha scavato in maniera longitudinale seguendo il costone del ghiacciaio, incuneandosi fino in profondita. Il risultato sono tante insenature profondissime che somigliano a dei fiordi.
Ho l'impressione di essere piu' vicino alla vetta, al punto piu' alto e ancora mi volto a guardare il paesaggio a valle. Il lago ha cambiato colore, cosi' come il ghiacciaio ed i boschi vicini.
Mi volto e mi rendo conto che c'e' ancora un
po' da camminare, e delle nuvole davanti a noi confondono le bianche vette. Spesso queste diventano celesti e poi azzurre e poi turchesi... e ancora il mio pensiero vola lontano... "chissa' com'e' l'Antartide? chissa' se esiste qualcosa di simile anche laggiu'?" e come una voce "sicuramente anche qualcosa di piu' bello ed inverosimile..."

Mi fermo di nuovo, questa volta a raccogliere un po' di ghiaccio. Mi tolgo i guanti e provo a raschiare un po' di ghiaccio da una zona non calpestata. Non riesco, la sensazione che avevo avuto era di ghiaccio soffice, forse dovuto ai ramponi che affondano facilmente. Alla fine riesco a scalfire un piccolo frammento. 
Devo affrettarmi, sono rimasto molto indietro rispetto al gruppo. La concezione del tempo che ho in questi momenti e' decisamente espansa. 

Non riesco a percepire da quanto e' che camminiamo e da quanto mi sono fermato.... La vetta si fa ancora piu' vicina, ora le nubi si sono alzate, ed il sole riflette e crea degli effetti che vorrei catturare con la mia macchina fotografica. Vorrei catturare ogni singolo fotogramma di quello che vedo ora.... Siamo in vetta!!! 

Mi volto ancora una volta a guardare, lo spettacolo lascia senza fiato... wow e' l'esclamazione di molti!
Il lago ora e' verde rubino, i boschi si sono scuriti, il marrone degli alberi si alterna a colori pastello della costa. Il cielo e' azzurro, con graduali sfumature di celeste. Il sole e' molto forte qui. La sensazione della vetta e' sempre qualcosa di molto bello e difficile da trasmettere. Rimango un po' in silenzio e defilato per gustarla ancora un po'....
.... E' tempo di tornare, ed io ancora per ultimo, quasi a voler prolungare le sensazioni regalate da questo splendido paesaggio.
Non usiamo la stessa strada dell'andata, scendiamo da un fianco e ci dirigiamo in una specie di valle, anche questa probabilmente formata dall'erosione del vento.

Vedo la nostra guida aiutare spesso gli altri del gruppo, la strada e' ripida in discesa, e spesso l'inesperienza con i ramponi provoca timore ed instabilita'.
Ancora una volta il paesaggio che si apre davanti ai miei occhi e' mutato. Nella valle troviamo decine di piccoli laghetti di colore azzurro. 
Mi fermo a scattare delle foto, cercando di cogliere il maggior numero possibile di particolari. Cosa impossibile... che vista meravigliosa!! 
Ho la sensazione di essere in piccole oasi nel deserto arido....
Raggiungo il gruppo, siamo quasi arrivati ad una specie di valle. Da lontano non distinguo bene, ma ho l'impressione che qualcuno abbia costruito con del legno, dei tavoli. 

Si, dei tavoli su cui risplende qualcosa. 

Pian piano che ci avviciniamo mi rendo conto che sopra ci sono decine di bicchieri. 

La nostra guida tira fuori delle barrette di cioccolato, una bottiglia di whisky e poi piegandosi a raccogliere del ghiaccio, offre da bere a tutti noi. Una bella risata di gruppo e del cioccolato sono giusto quello che serve per rendere meno amaro il distacco dal gigante Perito Moreno.  Mi domando cosa avranno provato i primi esploratori alla vista di questo spettacolo. 

Ci incamminiamo verso l'estremita' del bosco. Li' ci toglieremo i ramponi. 

La barca ci attende nella piccola caletta. Io continuo a camminare, senza voltarmi, con una promessa nel cuore: voglio tornare!!!!

Non so come e ne quando ma di sicuro so che ne vale la pena! 

Ora basta raccontare... sono di nuovo rimasto indietro.... Che escursione fantastica!!!!


Monday, 18 February 2008

13 febbraio - trasferimento Ushuaia - El Calafate

Tranquilla giornata di "semplice" trasferimento nella regione dei ghiacciai eterni di cui il piu' famoso ma non il piu' grande e' senza dubbio il Perito Moreno.
Alcuni scatti, in attesa del nostro aereo per El Calafate.... si parla di 1 ora di riparto. Noi ne approfittiamo: birra + patatine e ci andiamo a sdraiare al sole, fuori l'aeroporto.
Ieri giornata intensa. Oggi sveglia con calma e colazione libera in hotel: they lost! (ci hanno rimesso).
Non riesco a star fermo, e dopo aver finito di scrivere le cartoline, prendo la mia macchina fotografica e rubo gli ultimi splendidi panorami offerti da Ushuaia.
Alla mia sinistra vedo le Ande, che si specchiano nel Canale di Beagle. Sono imponenti anche se questa e' solo la parte finale delle Ande... parlo di quelle con picchi intorno ai 6900 mt! Il Canale oggi e' uno specchio d'acqua, non c'e' molto vento ed il paesaggio e' completamente diverso da quello offertoci ieri.

E' tempo di imbarcare sull'aereo....

A complicarci la vita, arrivati ad El Calafate, troveremo la pioggia, che cade fine ma incessante da questa mattina; il morale resta alto, le provviste e gli equipaggiamenti sono gia' pronti per affrontare con il dovuto rispetto il bel trekking sul ghiaccio di domani!


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Sunday, 17 February 2008

12 febbraio - Ushuaia 4x4 sul Lago Fagnano e Escondido con giro in kayak

Ore 8:20, il nostro "conductor" ci viene a prendere con una nuovissima Land Rover; spartana ma degna del suo nome, in sostanza una signora Jeep.
Sebastian o Seba, come desidera essere chiamato, ci spiega che saremo in tutto 3 Jeep e che ci fermeremo per una "parillada" (la nostra grigliata) sul fianco del lago Escondido.
Li' potremo riposarci un po' e (forse) entrare in contatto con una famiglia di volpi rosse.
Passiamo per i vari hotel ed ostelli della citta', a recuperare il resto dell'equipaggio, e con l'occasione ammiro piu' da vicino Ushuaia. Oggi la giornata e' splendida! Apparentemente meno vento rispetto a ieri, ma forse un pochino più gelido!
Prima sosta: un allevamento di cani Husky.... moltissimi cuccioli morbidissimi e molto irrequieti.... qui tira un ventoooooo!!!
(Thanks Claudia for the beautiful picture!)
Il panorama intorno a noi e' cambiato. Ci troviamo in una valle circondata da montagne, ed alcune di esse sono ancora innevate. La zona che abbiamo attraversato con la Jeep e' utilizzata, durante l'inverno, dal popolo degli sciatori...
Questa valle, con questo piccolo lago, d'inverno si ghiaccia e viene utilizzata per addestrare gli Husky con le slitte da traino.

Si riparte...
ma dopo pochi chilometri, facciamo una nuova sosta per ammirare uno splendido panorama sul Paso Garibaldi... io chiaramente ne approfitto per uno scatto individuale. 
Noto un Tir particolare, e' infatti dotato di piccole finestre... e realizzo che si tratta di uno di questi viaggi organizzati in Germania per gente che vuole "vagabondare" per circa tre mesi, dormendo all'interno di questa casa itinerante; dietro di me, una voce italiana: "chissa' come sara' vivere li' dentro per tre mesi?!.."

Ripartiamo, ma questa volta si fa sul serio, ci aspetta un bel po' di strada... e che strada! Beh forse la foto non rende bene l'idea....

Siamo da circa un'ora in viaggio, continuando ad attraversare boschi, o meglio quello che rimane di boschi. Qui infatti trovano "cibo per i loro denti" migliaia di castori affamati!
Costeggiamo dirupi, saliamo stradine fangose e ripide, schiviamo sassi e tronchi caduti ed intorno a noi un paesaggio surreale. Il sole filtra tra le foglie ed i rami degli alberi ancora sopravvissuti. Sfumature di giallo e marrone si alternano spesso, creando  sul paesaggio circostante, un particolare  "effetto seppia" (per gli amanti di foto) ........ devo scappare continuero' come possibile. Purtroppo la connessione internet nei giorni scorsi non ha permesso aggiornamenti in tempo reale del viaggio... ma e' tutto scritto su una bella Moleskine!
... eccomi di nuovo qui...Dicevo... Sebastiano ci spiega che il governo Argentino sta cercando di contenere il fenomeno "castoro distruttore".... ma ci vorra' tempo prima di vedere gli effetti benefici di questa presa di posizione. Leggendo "In Patagonia" di Chatwin, ricordo che il castoro fu introdotto nella zona nel 1946 da allevatori argentini, che lo importarono dal Canada con la complicita' del Ministero della Marina. A quel tempo si pensava di popolare questa zona con un simpatico animaletto...  
Il punto e' che il castoro qui, vive alla grande. Non ci sono infatti orsi o parassiti nei dintorni e lui, visto anche il clima piu' mite rispetto al Canada, puo' riprodursi e sterminare gli alberi a suo piacimento, costruendo dighe e causando spesso innondazioni in alcune zone o addirittura cambiando il corso dei fiumi....
Ancora in marcia, ci arrampichiamo e seguiamo una strada sterrata (direi piu' che altro una mulattiera)... ci perdiamo tra boschi di betulla e stradine che sarebbero difficile da raggiungere con altri mezzi...Seba, giovane e decisamente simpatico, scherza con noi e ci racconta di aver partecipato ad un corso di guida per fuoristrada via Internet :-)
Simon & Sarah, una coppia di Bath (UK), ed io cominciamo a prenderlo in giro chiedendo se avesse mai completato quel corso :-D

La jeep si ferma, davanti a noi una salita ripida, el conductor chiede se puo' usare una delle nostre macchine fotografiche (in grado di riprendere filmati) per fare un video "particolare" lui dice "especial".... Tutti scoppiamo a ridere ed i doppi sensi si sprecano.... in inglese, in italiano, in spagnolo e francese....
Il ghiaccio e' rotto, la giornata si prospetta molto divertente, la compagnia e' sicuramente simpatica!!!
Sarah offre a Seba la sua fotocamera digitale, lui prende la fotocamera e comincia a guidare la jeep riprendendo simultaneamente la strada, poi inquadra tutti i presenti uno ad uno ... chiaramente e' una risata generale!
Ad un tratto Sebastian apre lo sportello, si precipita fuori dalla jeep e continua a riprendere e a descrivere quello che vede.... si porta davanti alla jeep e poi, aprendo lo sportellone posteriore della jeep, anche dietro.... ridiamo a piu' non posso, la jeep va da sola.... :-)
... e dopo poco ecco davanti a noi il Lago Escondido.
Poco piu' avanti, riparati dal vento e dagli spruzzi d'acqua, ci fermiamo per una "Parilla", del buon "Malbec" (vino rosso Argentino) e un po di relax. E mentre Sebastian e gli altri preparano la parillata e "apparecchiano la tavola", noi ci perdiamo un po' nel bosco adiacente, alla ricerca di scorci incantevoli. Torniamo presto al nostro "accampamento"... siamo tutti molto affamati ed attratti dall'odore di carne alla brace che ha inevitabilmente "contaminato la zona".
La compagnia, all'inizio un po' timida, si avvicina alla griglio. Uno ad uno veniamo riforniti di ottima carne, salsicce e bicchieri di vino. 
Ehi! Arrivano anche le volpi rosse, come promesso da Seba, .... ci godiamo l'ottima carne (non quella di volpe...) e' tempo di tornare indietro ad Ushuaia, l'acqua del lago comincia a salire, ma prima di partire beviamo un po' di "Mate" preparato da Sebastian...
In viaggio verso Ushuaia lancio come idea una birra in un pub.... L'idea viene accolta e passiamo la serata in compagnia di Simon & Sarah (UK), Claudia (Switzerland) e Ranjit (UK)...
Simon & Sarah partiranno nei prossimi giorni per l'Antartide... 10 giorni su di una nave per circa 1000 km!!!

Monday, 11 February 2008

11 febbraio - Ushuaia (Tierra del Fuego) - February 11

Siamo arrivati nella citta' piu' a Sud del mondo!!
We've arrived to the southern city of the World!!
Siamo arrivati dove finisce il mondo e la fantasia vola verso il sesto continente: l'Antartide, che da qui si puo' quasi toccare.

Il meteo ci assiste e optiamo per la navigazione lungo il canale di Beagle, che collega i due oceani, a monte di Capo Horn, poco piu' di un scoglio ma una vera e propria icona per gli ultimi romantici e avventurieri del globo.
Una scritta sul muro che si affaccia sul porto dice: "Ushuaia end of the world beginning of everything"
Il nostro hotel e' in posizione fantastica, siamo proprio su una delle tante insenature naturali del Canale di Beagle.
Alzando lo sguardo si e' dominati dalle ultime vette della cordigliera delle Ande; non ci sono parole per descrivere lo spettacolo, ne tanto meno per descrivere la temperatura dell'acqua dove con la tipica baldanza romana pensavamo di poterci tuffare..... ma nessuno di noi due aveva mai sentito un'acqua a 10 gradi (misurata con il Suunto!!!)
Ci dirigiamo verso il porto, vogliamo navigare il Beagle. Il sole si alterna alla pioggerellina fina! E' una giostra di arcobaleni! Il vento accellera la giostra e rende il tutto incredibilmente di passaggio.
Le nuvole corrono basse sulle nostre teste. Questo posto e' davvero emozionante!
Ci imbarchiamo sulla rompighiacci "Barracuda", da fuori l'impressione e' che sia un po' vecchia e sgangherata. Arrivati sul molo, troviamo tutto l'equipaggio al lavoro, con frullino e trapano, alle prese con riparazioni.... Pensiamo di non aver fatto la scelta giusta.... e vediamo la massa dei turisti che si dirige verso le vicine imbarcazioni, tutte tecnologiche e decisamente piu' rassicuranti. Davanti a me una nave con destinazione Antartide.....io sospiro...
Alla fine siamo solo in 6 passeggieri, piu' ovviamente l'equipaggio della Barracuda. Lasciamo il porto per primi, rispetto alle altre navi, ma dopo non molto, veniamo doppiati. La nostra velocita' non puo' competere.... ma noi non abbiamo fretta e la calca che c'e' sulle altre barche mi fa capire che in fondo la scelta non era poi cosi' sbagliata.... 

Man mano che navighiamo la sensazione e' confermata dall'ospitalita' incredibile da parte dell'equipaggio. Una ragazza di Ushuaia, di cui non ricordo il nome, ci viene incontro sul ponte della nave con il suo bimbo tra le braccia... e... disturbata dal vento, affida il suo bebe' alle cure della compagna di lavoro.... Il bebe' trova posto all'interno della Barracuda. 
La mamma nel frattempo fa' gli onori di casa, e ci chiede da dove veniamo..... noi rispondiamo in uno spagnolo povero, misto ad italiano. Lei capisce e ci spiega cosa vedremo durante la navigazione.... Il vento e' molto forte qui nel Canale. Il capitano ci consiglia di non indossare i nostri zaini..... e presto, quando il vento sara' ancora piu' forte, capiremo il perche'.

Durante la navigazione faccio fatica a tenermi in piedi, devo contrastare la forza del vento spostando il baricentro del mio corpo. Ho anche difficolta' a tenere la macchina fotografica ferma. Ma il panorama intorno a noi e' stupendo!
Riesco a scorgere dei piccoli isolotti. In lontananza, vedo le altre imbarcazioni che si accostano a queste piccole isole e sostando per alcuni minuti... 
Ci avviciniamo e mi trovo davanti distese di cormorani bianchi e neri... migliaia di cormonari bianchi e neri.... e poi foche che giocano ed altre che oziano spaparanzate sugli scogli che scendono nelle acque gelide.... 
Mi volto a guardare l'ennesimo arcobaleno che si disegna sopra le montagne che sovrastano Ushuaia...
Costeggiamo altri isolotti, ed anche qui incontriamo foche e cormorani, che ci osservano interessati, come se fossero loro i turisti qui....
Scatto foto e cambio rullini, voglio cercare di registrare tutto il panorama intorno a me, come se questo possa fissare i ricordi e le emozioni di questi posti. 
Mi volto ancora una volta a guardare Ushuaia, ed ogni volta il panorama e' piu' bello... 
Ma poi mi ricordo delle Ande e dedico a loro qualche scatto...
La navigazione nel Beagle continua, ci spingiamo ancora di piu' verso Puerto Williams, tocchiamo quasi l'Isola di Navarino. Non potremo comunque andare a Puerto Williams (almeno per oggi) visto che e' in territorio Cileno.... 
Doppiamo il Faro Fin del Mundo ed ancora una volta il sole e le nuvole ci regalano colori diversi...  
E' tempo di tornare indietro, la navigazione si fa sempre piu' difficile, il vento e' girato ed ora avremo difficolta' a rientrare. Il nostro capitano sceglie navigazione sotto costa, cercando di attenuare l'effetto del vento contro. Il cielo assume nuove sfumature, vorrei che questo viaggio non finisse mai... ma alla fine la Barracuda rientra in porto e la ragazza che ci aveva fatto gli onori di casa ora ci chiede di lasciare un commento sul loro libro. Noi di sicuro non ci tiriamo indietro, ed il commento non puo' essere che positivo, ancora ammaliati dalle bellezze che ci circondano.
Lei, ringraziandoci ci offre delle belle cartoline in segno di riconoscenza. Ora i dubbi iniziali sulla scelta dell'imbarcazione sono definitivamente fugati! 
Abbiamo il tempo di andare a mangiare "qualcosa". Giusto un "pasto leggero" in compagnia del nostro amico "l'Asador".

Credo di non aver mai visto un filetto cosi' grande. 
Ci concediamo due passi (per digerire), un po' di shopping ed ancora qualche foto tra le bellissime stradine di questa caratteristica Ushuaia.

Ma manca ancora la foto di rito, quella richiesta dal nostro amico Giovanni de "La Botticella"... Beh dobbiamo accontentarlo, in fondo le magliette giuste le abbiamo.... 
...e allora prendiamo il viale verso il porto e ci dirigiamo in un posto che merita di sicuro uno scatto... adesso la parte piu' difficile: fermare qualcuno e farci fare una foto!