Ci aspetta un'ora circa di viaggio, 120 km di strada che si snoda tra colline e laghi dai mille colori.
Il pulman si ferma... davanti a noi compare il Perito Moreno.
Che spettacolo! Uno dei pochi ghiacciai ancora in piena salute. Uno dei pochi ad avanzare, con i suoi 80-120 metri di altezza ed un fronte di circa 5 Km! Si estende per circa 250 Km quadri per una lunghezza di circa 30 Km! Una prova di forza della natura!!
Il Perito avanza e si muove ad una velocita' di circa 2 metri al giorno. La velocita' e' maggiore nella parte centrale rispetto alle Morene (le zone laterali del ghiacciaio che trasportano il materiale roccioso levigato).
Comincio a scattare foto... sembro un giapponese in vacanza a Roma...
Scendiamo la collina per arrivare alle piattaforme, poste d'avanti il ghiacciaio. Dieci scalini ed una foto, una sosta ad ammirare e di nuovo altri scalini....
C'e' un silenzio surreale nell'aria, una quiete che viene interrotta da specie di "tuoni". E' il rumore provocato dalla caduta di masse di ghiaccio che si staccano dal fronte.
Alla caduta l'acqua sottostante si tinge ancor piu' di celeste.
E' il Lago Argentino, che fa da cornice e che inghiotte questi blocchi di ghiaccio.
E' il Lago Argentino, in cui si specchia il Perito Moreno.
L'azzurro ed celeste del cielo, il bianco e le sfumature celesti del ghiacciaio, il grigio delle rocce ed il blu cobalto del lago sono solo parte dei colori che si alternano qui, tutto infatti dipende dalla luce, dal sole, dalle nubi, dal vento.....
Rimango, ancora una volta, ad ammirare in silenzio tutto cio', ancora qualche scatto ...
Ci concediamo una breve pausa, ci aspetta una navigazione di 30 minuti circa. La prossima tappa e' infatti una camminata o meglio trekking con ramponi sul Perito Moreno.
Sbarchiamo, siamo arrivati in una caletta all'estremita' ovest del ghiacciaio.
Il lago sembra finto, qui, il colore che i sedimenti di roccia e minerali donano all'acqua vanno dal celeste all'azzurro con sfumature di verde rubino. Saliamo sulla collina davanti a noi e lasciamo i nostri zaini in una specie di chalet. Lasciamo infatti tutto cio' che potrebbe rappresentare un peso. A chi non ne ha,vengono dati dei guanti di lana. La temperatura sul ghiacciaio e' piuttosto bassa e mantenere mani e piedi caldi e' la regola numero uno per evitare di sentire freddo li'. Prendiamo la stradina che ci conduce al bosco e camminiamo per circa 15 minuti, ogni tanto butto l'occhio alla mia destra. La vista del ghiacciaio appare differente da qui. Siamo al suo lato, si vedono chiaramente i picchi ghiacciati ed i colori offerti sono decisamente diversi rispetto a prima.
La nostra guida ci spiega qualcosa sul Perito e ci da alcuni piccoli consigli prima del trekking. Ci vengono forniti i ramponi.
Cominciamo a camminare sul ghiaccio, prendendo confidenza con i ramponi ai piedi. Il paesaggio e' incredibile, sorgenti d'acqua, piccoli crepacci e grandi picchi ghiacciati fanno da cornice al nostro cammino.

Il percorso e' sempre in salita, e per almeno 30 minuti continuiamo a salire e a salire... ma nessuno di noi, credo, si accorge della difficolta'.
E' un'esperienza bellissima, mai stato a contatto con un ghiacciaio prima di oggi.
A volte, mentre camminiamo, mi domando se ci sia realmente differenza rispetto ad un paesaggio nevoso, ad una montagna innevata....
In effetti, man mano che saliamo e che il tempo passa, la sensazione che si ha e' di essere in una qualsiasi montagna innevata, ma poi facendo attenzione a piccoli dettagli ci si rende conto che c'e' qualcosa che non si puo' trovare in un paesaggio invernale...
Siamo arrivati in una zona in cui il ghiaccio ed il vento hanno creato delle sculture bellissime, forme geometriche armoniose e distensive, ed ancora mille piccoli laghetti che si formano con lo scioglimento del ghiaccio e da qui piccoli ruscelli che scendono a valle.
No tutto questo non l'ho mai visto su montagne innevate! E poi i crepacci, da cui la nostra guida ci allontana. Gole di ghiaccio senza fine, buchi nel ghiaccio con il fondo che si fa sempre piu' azzurro.
Provo ogni tanto a togliermi gli occhiali, ma la rifrazione e' forte e sono costretto a rimetterli, continuo a fermarmi e rimango spesso indietro; vorrei anche oggi, che questa escursione non finisse mai.
Adesso il ghiaccio assume forme piu' simili a dei fiordi. Intorno a noi, il vento ha scavato in maniera longitudinale seguendo il costone del ghiacciaio, incuneandosi fino in profondita. Il risultato sono tante insenature profondissime che somigliano a dei fiordi.
Ho l'impressione di essere piu' vicino alla vetta, al punto piu' alto e ancora mi volto a guardare il paesaggio a valle. Il lago ha cambiato colore, cosi' come il ghiacciaio ed i boschi vicini.
Mi volto e mi rendo conto che c'e' ancora un
Mi fermo di nuovo, questa volta a raccogliere un po' di ghiaccio. Mi tolgo i guanti e provo a raschiare un po' di ghiaccio da una zona non calpestata. Non riesco, la sensazione che avevo avuto era di ghiaccio soffice, forse dovuto ai ramponi che affondano facilmente. Alla fine riesco a scalfire un piccolo frammento.
Devo affrettarmi, sono rimasto molto indietro rispetto al gruppo. La concezione del tempo che ho in questi momenti e' decisamente espansa.
Non riesco a percepire da quanto e' che camminiamo e da quanto mi sono fermato.... La vetta si fa ancora piu' vicina, ora le nubi si sono alzate, ed il sole riflette e crea degli effetti che vorrei catturare con la mia macchina fotografica. Vorrei catturare ogni singolo fotogramma di quello che vedo ora.... Siamo in vetta!!!
Mi volto ancora una volta a guardare, lo spettacolo lascia senza fiato... wow e' l'esclamazione di molti!
Il lago ora e' verde rubino, i boschi si sono scuriti, il marrone degli alberi si alterna a colori pastello della costa. Il cielo e' azzurro, con graduali sfumature di celeste. Il sole e' molto forte qui. La sensazione della vetta e' sempre qualcosa di molto bello e difficile da trasmettere. Rimango un po' in silenzio e defilato per gustarla ancora un po'....
.... E' tempo di tornare, ed io ancora per ultimo, quasi a voler prolungare le sensazioni regalate da questo splendido paesaggio.
Non usiamo la stessa strada dell'andata, scendiamo da un fianco e ci dirigiamo in una specie di valle, anche questa probabilmente formata dall'erosione del vento.
Vedo la nostra guida aiutare spesso gli altri del gruppo, la strada e' ripida in discesa, e spesso l'inesperienza con i ramponi provoca timore ed instabilita'.
Ancora una volta il paesaggio che si apre davanti ai miei occhi e' mutato. Nella valle troviamo decine di piccoli laghetti di colore azzurro.
Mi fermo a scattare delle foto, cercando di cogliere il maggior numero possibile di particolari. Cosa impossibile... che vista meravigliosa!!
Ho la sensazione di essere in piccole oasi nel deserto arido....
Raggiungo il gruppo, siamo quasi arrivati ad una specie di valle. Da lontano non distinguo bene, ma ho l'impressione che qualcuno abbia costruito con del legno, dei tavoli.
Si, dei tavoli su cui risplende qualcosa.
Pian piano che ci avviciniamo mi rendo conto che sopra ci sono decine di bicchieri.
La nostra guida tira fuori delle barrette di cioccolato, una bottiglia di whisky e poi piegandosi a raccogliere del ghiaccio, offre da bere a tutti noi. Una bella risata di gruppo e del cioccolato sono giusto quello che serve per rendere meno amaro il distacco dal gigante Perito Moreno. Mi domando cosa avranno provato i primi esploratori alla vista di questo spettacolo.
Ci incamminiamo verso l'estremita' del bosco. Li' ci toglieremo i ramponi.
La barca ci attende nella piccola caletta. Io continuo a camminare, senza voltarmi, con una promessa nel cuore: voglio tornare!!!!
Non so come e ne quando ma di sicuro so che ne vale la pena!
Ora basta raccontare... sono di nuovo rimasto indietro.... Che escursione fantastica!!!!

































