Wednesday, 20 February 2008

14 febbraio - il ghiacciaio Perito Moreno - February 14

Il telefono della nostra stanza squilla. Dall'hotel si sono dimenticati di svegliarci, ed e' l'unico giorno in cui non abbiamo messo la nostra sveglia.... In spagnolo mi viene detto che sono le 9:05 e che una persona di Hielo y Aventura, l'agenzia che ci portera' sul Perito Moreno, ci attende ... Avevamo chiesto una sveglia alle 7:45... La giornata parte un po' alla rincorsa, veniamo portati in centro citta' (El Calafate) da un taxi, da qui saliamo su un pulmino e per finire ci trasferiamo a bordo di un pulman piu' grande.
Ci aspetta un'ora circa di viaggio, 120 km di strada che si snoda tra colline e laghi dai mille colori.
Il pulman si ferma... davanti a noi compare il Perito Moreno.
Che spettacolo! Uno dei pochi ghiacciai ancora in piena salute. Uno dei pochi ad avanzare, con i suoi 80-120 metri di altezza ed un fronte di circa 5 Km! Si estende per circa 250 Km quadri per una lunghezza di circa 30 Km! Una prova di forza della natura!!
Il Perito avanza e si muove ad una velocita' di circa 2 metri al giorno. La velocita' e' maggiore nella parte centrale rispetto alle Morene (le zone laterali del ghiacciaio che trasportano il materiale roccioso levigato).
Comincio a scattare foto... sembro un giapponese in vacanza a Roma...
Scendiamo la collina per arrivare alle piattaforme, poste d'avanti il ghiacciaio. Dieci scalini ed una foto, una sosta ad ammirare e di nuovo altri scalini....
C'e' un silenzio surreale nell'aria, una quiete che viene interrotta da specie di "tuoni". E' il rumore provocato dalla caduta di masse di ghiaccio che si staccano dal fronte.
Alla caduta l'acqua sottostante si tinge ancor piu' di celeste. 
E' il Lago Argentino, che fa da cornice e che inghiotte questi blocchi di ghiaccio.
E' il Lago Argentino, in cui si specchia il Perito Moreno. 
L'azzurro ed celeste del cielo, il bianco e le sfumature celesti del ghiacciaio, il grigio delle rocce ed il blu cobalto del lago sono solo parte dei colori che si alternano qui, tutto infatti dipende dalla luce, dal sole, dalle nubi, dal vento.....
Rimango, ancora una volta, ad ammirare in silenzio tutto cio', ancora qualche scatto ...
Ci concediamo una breve pausa, ci aspetta una navigazione di 30 minuti circa. La prossima tappa e' infatti una camminata o meglio trekking con ramponi sul Perito Moreno.
Sbarchiamo, siamo arrivati in una caletta all'estremita' ovest del ghiacciaio.
Il lago sembra finto, qui, il colore che i sedimenti di roccia e minerali donano all'acqua vanno dal celeste all'azzurro con sfumature di verde rubino. Saliamo sulla collina davanti a noi e lasciamo i nostri zaini in una specie di chalet. Lasciamo infatti tutto cio' che potrebbe rappresentare un peso. A chi non ne ha,vengono dati dei guanti di lana. La temperatura sul ghiacciaio e' piuttosto bassa e mantenere mani e piedi caldi e' la regola numero uno per evitare di sentire freddo li'. Prendiamo la stradina che ci conduce al bosco e camminiamo per circa 15 minuti, ogni tanto butto l'occhio alla mia destra. La vista del ghiacciaio appare differente da qui. Siamo al suo lato, si vedono chiaramente i picchi ghiacciati ed i colori offerti sono decisamente diversi rispetto a prima. 
La nostra guida ci spiega qualcosa sul Perito e ci da alcuni piccoli consigli prima del trekking. Ci vengono forniti i ramponi.
Cominciamo a camminare sul ghiaccio, prendendo confidenza con i ramponi ai piedi. Il paesaggio e' incredibile, sorgenti d'acqua, piccoli crepacci e grandi picchi ghiacciati fanno da cornice al nostro cammino.
Io rimango spesso indietro al gruppo e mi diverto a scattare foto alla nostra cordata... Il Perito cambia spesso colore .... e dal bianco passa al celeste e.... poi all'azzurro...
Il percorso e' sempre in salita, e per almeno 30 minuti continuiamo a salire e a salire... ma nessuno di noi, credo, si accorge della difficolta'.
E' un'esperienza bellissima, mai stato a contatto con un ghiacciaio prima di oggi.
A volte, mentre camminiamo, mi domando se ci sia realmente differenza rispetto ad un paesaggio nevoso, ad una montagna innevata....
In effetti, man mano che saliamo e che il tempo passa, la sensazione che si ha e' di essere in una qualsiasi montagna innevata, ma poi facendo attenzione a piccoli dettagli ci si rende conto che c'e' qualcosa che non si puo' trovare in un paesaggio invernale... 
Siamo arrivati in una zona in cui il ghiaccio ed il vento hanno creato delle sculture bellissime, forme geometriche armoniose e distensive, ed ancora mille piccoli laghetti che si formano con lo scioglimento del ghiaccio e da qui piccoli ruscelli che scendono a valle.
No tutto questo non l'ho mai visto su montagne innevate! E poi i crepacci, da cui la nostra guida ci allontana. Gole di ghiaccio senza fine, buchi nel ghiaccio con il fondo che si fa sempre piu' azzurro. 
Provo ogni tanto a togliermi gli occhiali, ma la rifrazione e' forte e sono costretto a rimetterli, continuo a fermarmi e rimango spesso indietro; vorrei anche oggi, che questa escursione  non finisse mai.
Adesso il ghiaccio assume forme piu' simili a dei fiordi. Intorno a noi, il vento ha scavato in maniera longitudinale seguendo il costone del ghiacciaio, incuneandosi fino in profondita. Il risultato sono tante insenature profondissime che somigliano a dei fiordi.
Ho l'impressione di essere piu' vicino alla vetta, al punto piu' alto e ancora mi volto a guardare il paesaggio a valle. Il lago ha cambiato colore, cosi' come il ghiacciaio ed i boschi vicini.
Mi volto e mi rendo conto che c'e' ancora un
po' da camminare, e delle nuvole davanti a noi confondono le bianche vette. Spesso queste diventano celesti e poi azzurre e poi turchesi... e ancora il mio pensiero vola lontano... "chissa' com'e' l'Antartide? chissa' se esiste qualcosa di simile anche laggiu'?" e come una voce "sicuramente anche qualcosa di piu' bello ed inverosimile..."

Mi fermo di nuovo, questa volta a raccogliere un po' di ghiaccio. Mi tolgo i guanti e provo a raschiare un po' di ghiaccio da una zona non calpestata. Non riesco, la sensazione che avevo avuto era di ghiaccio soffice, forse dovuto ai ramponi che affondano facilmente. Alla fine riesco a scalfire un piccolo frammento. 
Devo affrettarmi, sono rimasto molto indietro rispetto al gruppo. La concezione del tempo che ho in questi momenti e' decisamente espansa. 

Non riesco a percepire da quanto e' che camminiamo e da quanto mi sono fermato.... La vetta si fa ancora piu' vicina, ora le nubi si sono alzate, ed il sole riflette e crea degli effetti che vorrei catturare con la mia macchina fotografica. Vorrei catturare ogni singolo fotogramma di quello che vedo ora.... Siamo in vetta!!! 

Mi volto ancora una volta a guardare, lo spettacolo lascia senza fiato... wow e' l'esclamazione di molti!
Il lago ora e' verde rubino, i boschi si sono scuriti, il marrone degli alberi si alterna a colori pastello della costa. Il cielo e' azzurro, con graduali sfumature di celeste. Il sole e' molto forte qui. La sensazione della vetta e' sempre qualcosa di molto bello e difficile da trasmettere. Rimango un po' in silenzio e defilato per gustarla ancora un po'....
.... E' tempo di tornare, ed io ancora per ultimo, quasi a voler prolungare le sensazioni regalate da questo splendido paesaggio.
Non usiamo la stessa strada dell'andata, scendiamo da un fianco e ci dirigiamo in una specie di valle, anche questa probabilmente formata dall'erosione del vento.

Vedo la nostra guida aiutare spesso gli altri del gruppo, la strada e' ripida in discesa, e spesso l'inesperienza con i ramponi provoca timore ed instabilita'.
Ancora una volta il paesaggio che si apre davanti ai miei occhi e' mutato. Nella valle troviamo decine di piccoli laghetti di colore azzurro. 
Mi fermo a scattare delle foto, cercando di cogliere il maggior numero possibile di particolari. Cosa impossibile... che vista meravigliosa!! 
Ho la sensazione di essere in piccole oasi nel deserto arido....
Raggiungo il gruppo, siamo quasi arrivati ad una specie di valle. Da lontano non distinguo bene, ma ho l'impressione che qualcuno abbia costruito con del legno, dei tavoli. 

Si, dei tavoli su cui risplende qualcosa. 

Pian piano che ci avviciniamo mi rendo conto che sopra ci sono decine di bicchieri. 

La nostra guida tira fuori delle barrette di cioccolato, una bottiglia di whisky e poi piegandosi a raccogliere del ghiaccio, offre da bere a tutti noi. Una bella risata di gruppo e del cioccolato sono giusto quello che serve per rendere meno amaro il distacco dal gigante Perito Moreno.  Mi domando cosa avranno provato i primi esploratori alla vista di questo spettacolo. 

Ci incamminiamo verso l'estremita' del bosco. Li' ci toglieremo i ramponi. 

La barca ci attende nella piccola caletta. Io continuo a camminare, senza voltarmi, con una promessa nel cuore: voglio tornare!!!!

Non so come e ne quando ma di sicuro so che ne vale la pena! 

Ora basta raccontare... sono di nuovo rimasto indietro.... Che escursione fantastica!!!!


Monday, 18 February 2008

13 febbraio - trasferimento Ushuaia - El Calafate

Tranquilla giornata di "semplice" trasferimento nella regione dei ghiacciai eterni di cui il piu' famoso ma non il piu' grande e' senza dubbio il Perito Moreno.
Alcuni scatti, in attesa del nostro aereo per El Calafate.... si parla di 1 ora di riparto. Noi ne approfittiamo: birra + patatine e ci andiamo a sdraiare al sole, fuori l'aeroporto.
Ieri giornata intensa. Oggi sveglia con calma e colazione libera in hotel: they lost! (ci hanno rimesso).
Non riesco a star fermo, e dopo aver finito di scrivere le cartoline, prendo la mia macchina fotografica e rubo gli ultimi splendidi panorami offerti da Ushuaia.
Alla mia sinistra vedo le Ande, che si specchiano nel Canale di Beagle. Sono imponenti anche se questa e' solo la parte finale delle Ande... parlo di quelle con picchi intorno ai 6900 mt! Il Canale oggi e' uno specchio d'acqua, non c'e' molto vento ed il paesaggio e' completamente diverso da quello offertoci ieri.

E' tempo di imbarcare sull'aereo....

A complicarci la vita, arrivati ad El Calafate, troveremo la pioggia, che cade fine ma incessante da questa mattina; il morale resta alto, le provviste e gli equipaggiamenti sono gia' pronti per affrontare con il dovuto rispetto il bel trekking sul ghiaccio di domani!


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Sunday, 17 February 2008

12 febbraio - Ushuaia 4x4 sul Lago Fagnano e Escondido con giro in kayak

Ore 8:20, il nostro "conductor" ci viene a prendere con una nuovissima Land Rover; spartana ma degna del suo nome, in sostanza una signora Jeep.
Sebastian o Seba, come desidera essere chiamato, ci spiega che saremo in tutto 3 Jeep e che ci fermeremo per una "parillada" (la nostra grigliata) sul fianco del lago Escondido.
Li' potremo riposarci un po' e (forse) entrare in contatto con una famiglia di volpi rosse.
Passiamo per i vari hotel ed ostelli della citta', a recuperare il resto dell'equipaggio, e con l'occasione ammiro piu' da vicino Ushuaia. Oggi la giornata e' splendida! Apparentemente meno vento rispetto a ieri, ma forse un pochino più gelido!
Prima sosta: un allevamento di cani Husky.... moltissimi cuccioli morbidissimi e molto irrequieti.... qui tira un ventoooooo!!!
(Thanks Claudia for the beautiful picture!)
Il panorama intorno a noi e' cambiato. Ci troviamo in una valle circondata da montagne, ed alcune di esse sono ancora innevate. La zona che abbiamo attraversato con la Jeep e' utilizzata, durante l'inverno, dal popolo degli sciatori...
Questa valle, con questo piccolo lago, d'inverno si ghiaccia e viene utilizzata per addestrare gli Husky con le slitte da traino.

Si riparte...
ma dopo pochi chilometri, facciamo una nuova sosta per ammirare uno splendido panorama sul Paso Garibaldi... io chiaramente ne approfitto per uno scatto individuale. 
Noto un Tir particolare, e' infatti dotato di piccole finestre... e realizzo che si tratta di uno di questi viaggi organizzati in Germania per gente che vuole "vagabondare" per circa tre mesi, dormendo all'interno di questa casa itinerante; dietro di me, una voce italiana: "chissa' come sara' vivere li' dentro per tre mesi?!.."

Ripartiamo, ma questa volta si fa sul serio, ci aspetta un bel po' di strada... e che strada! Beh forse la foto non rende bene l'idea....

Siamo da circa un'ora in viaggio, continuando ad attraversare boschi, o meglio quello che rimane di boschi. Qui infatti trovano "cibo per i loro denti" migliaia di castori affamati!
Costeggiamo dirupi, saliamo stradine fangose e ripide, schiviamo sassi e tronchi caduti ed intorno a noi un paesaggio surreale. Il sole filtra tra le foglie ed i rami degli alberi ancora sopravvissuti. Sfumature di giallo e marrone si alternano spesso, creando  sul paesaggio circostante, un particolare  "effetto seppia" (per gli amanti di foto) ........ devo scappare continuero' come possibile. Purtroppo la connessione internet nei giorni scorsi non ha permesso aggiornamenti in tempo reale del viaggio... ma e' tutto scritto su una bella Moleskine!
... eccomi di nuovo qui...Dicevo... Sebastiano ci spiega che il governo Argentino sta cercando di contenere il fenomeno "castoro distruttore".... ma ci vorra' tempo prima di vedere gli effetti benefici di questa presa di posizione. Leggendo "In Patagonia" di Chatwin, ricordo che il castoro fu introdotto nella zona nel 1946 da allevatori argentini, che lo importarono dal Canada con la complicita' del Ministero della Marina. A quel tempo si pensava di popolare questa zona con un simpatico animaletto...  
Il punto e' che il castoro qui, vive alla grande. Non ci sono infatti orsi o parassiti nei dintorni e lui, visto anche il clima piu' mite rispetto al Canada, puo' riprodursi e sterminare gli alberi a suo piacimento, costruendo dighe e causando spesso innondazioni in alcune zone o addirittura cambiando il corso dei fiumi....
Ancora in marcia, ci arrampichiamo e seguiamo una strada sterrata (direi piu' che altro una mulattiera)... ci perdiamo tra boschi di betulla e stradine che sarebbero difficile da raggiungere con altri mezzi...Seba, giovane e decisamente simpatico, scherza con noi e ci racconta di aver partecipato ad un corso di guida per fuoristrada via Internet :-)
Simon & Sarah, una coppia di Bath (UK), ed io cominciamo a prenderlo in giro chiedendo se avesse mai completato quel corso :-D

La jeep si ferma, davanti a noi una salita ripida, el conductor chiede se puo' usare una delle nostre macchine fotografiche (in grado di riprendere filmati) per fare un video "particolare" lui dice "especial".... Tutti scoppiamo a ridere ed i doppi sensi si sprecano.... in inglese, in italiano, in spagnolo e francese....
Il ghiaccio e' rotto, la giornata si prospetta molto divertente, la compagnia e' sicuramente simpatica!!!
Sarah offre a Seba la sua fotocamera digitale, lui prende la fotocamera e comincia a guidare la jeep riprendendo simultaneamente la strada, poi inquadra tutti i presenti uno ad uno ... chiaramente e' una risata generale!
Ad un tratto Sebastian apre lo sportello, si precipita fuori dalla jeep e continua a riprendere e a descrivere quello che vede.... si porta davanti alla jeep e poi, aprendo lo sportellone posteriore della jeep, anche dietro.... ridiamo a piu' non posso, la jeep va da sola.... :-)
... e dopo poco ecco davanti a noi il Lago Escondido.
Poco piu' avanti, riparati dal vento e dagli spruzzi d'acqua, ci fermiamo per una "Parilla", del buon "Malbec" (vino rosso Argentino) e un po di relax. E mentre Sebastian e gli altri preparano la parillata e "apparecchiano la tavola", noi ci perdiamo un po' nel bosco adiacente, alla ricerca di scorci incantevoli. Torniamo presto al nostro "accampamento"... siamo tutti molto affamati ed attratti dall'odore di carne alla brace che ha inevitabilmente "contaminato la zona".
La compagnia, all'inizio un po' timida, si avvicina alla griglio. Uno ad uno veniamo riforniti di ottima carne, salsicce e bicchieri di vino. 
Ehi! Arrivano anche le volpi rosse, come promesso da Seba, .... ci godiamo l'ottima carne (non quella di volpe...) e' tempo di tornare indietro ad Ushuaia, l'acqua del lago comincia a salire, ma prima di partire beviamo un po' di "Mate" preparato da Sebastian...
In viaggio verso Ushuaia lancio come idea una birra in un pub.... L'idea viene accolta e passiamo la serata in compagnia di Simon & Sarah (UK), Claudia (Switzerland) e Ranjit (UK)...
Simon & Sarah partiranno nei prossimi giorni per l'Antartide... 10 giorni su di una nave per circa 1000 km!!!

Monday, 11 February 2008

11 febbraio - Ushuaia (Tierra del Fuego) - February 11

Siamo arrivati nella citta' piu' a Sud del mondo!!
We've arrived to the southern city of the World!!
Siamo arrivati dove finisce il mondo e la fantasia vola verso il sesto continente: l'Antartide, che da qui si puo' quasi toccare.

Il meteo ci assiste e optiamo per la navigazione lungo il canale di Beagle, che collega i due oceani, a monte di Capo Horn, poco piu' di un scoglio ma una vera e propria icona per gli ultimi romantici e avventurieri del globo.
Una scritta sul muro che si affaccia sul porto dice: "Ushuaia end of the world beginning of everything"
Il nostro hotel e' in posizione fantastica, siamo proprio su una delle tante insenature naturali del Canale di Beagle.
Alzando lo sguardo si e' dominati dalle ultime vette della cordigliera delle Ande; non ci sono parole per descrivere lo spettacolo, ne tanto meno per descrivere la temperatura dell'acqua dove con la tipica baldanza romana pensavamo di poterci tuffare..... ma nessuno di noi due aveva mai sentito un'acqua a 10 gradi (misurata con il Suunto!!!)
Ci dirigiamo verso il porto, vogliamo navigare il Beagle. Il sole si alterna alla pioggerellina fina! E' una giostra di arcobaleni! Il vento accellera la giostra e rende il tutto incredibilmente di passaggio.
Le nuvole corrono basse sulle nostre teste. Questo posto e' davvero emozionante!
Ci imbarchiamo sulla rompighiacci "Barracuda", da fuori l'impressione e' che sia un po' vecchia e sgangherata. Arrivati sul molo, troviamo tutto l'equipaggio al lavoro, con frullino e trapano, alle prese con riparazioni.... Pensiamo di non aver fatto la scelta giusta.... e vediamo la massa dei turisti che si dirige verso le vicine imbarcazioni, tutte tecnologiche e decisamente piu' rassicuranti. Davanti a me una nave con destinazione Antartide.....io sospiro...
Alla fine siamo solo in 6 passeggieri, piu' ovviamente l'equipaggio della Barracuda. Lasciamo il porto per primi, rispetto alle altre navi, ma dopo non molto, veniamo doppiati. La nostra velocita' non puo' competere.... ma noi non abbiamo fretta e la calca che c'e' sulle altre barche mi fa capire che in fondo la scelta non era poi cosi' sbagliata.... 

Man mano che navighiamo la sensazione e' confermata dall'ospitalita' incredibile da parte dell'equipaggio. Una ragazza di Ushuaia, di cui non ricordo il nome, ci viene incontro sul ponte della nave con il suo bimbo tra le braccia... e... disturbata dal vento, affida il suo bebe' alle cure della compagna di lavoro.... Il bebe' trova posto all'interno della Barracuda. 
La mamma nel frattempo fa' gli onori di casa, e ci chiede da dove veniamo..... noi rispondiamo in uno spagnolo povero, misto ad italiano. Lei capisce e ci spiega cosa vedremo durante la navigazione.... Il vento e' molto forte qui nel Canale. Il capitano ci consiglia di non indossare i nostri zaini..... e presto, quando il vento sara' ancora piu' forte, capiremo il perche'.

Durante la navigazione faccio fatica a tenermi in piedi, devo contrastare la forza del vento spostando il baricentro del mio corpo. Ho anche difficolta' a tenere la macchina fotografica ferma. Ma il panorama intorno a noi e' stupendo!
Riesco a scorgere dei piccoli isolotti. In lontananza, vedo le altre imbarcazioni che si accostano a queste piccole isole e sostando per alcuni minuti... 
Ci avviciniamo e mi trovo davanti distese di cormorani bianchi e neri... migliaia di cormonari bianchi e neri.... e poi foche che giocano ed altre che oziano spaparanzate sugli scogli che scendono nelle acque gelide.... 
Mi volto a guardare l'ennesimo arcobaleno che si disegna sopra le montagne che sovrastano Ushuaia...
Costeggiamo altri isolotti, ed anche qui incontriamo foche e cormorani, che ci osservano interessati, come se fossero loro i turisti qui....
Scatto foto e cambio rullini, voglio cercare di registrare tutto il panorama intorno a me, come se questo possa fissare i ricordi e le emozioni di questi posti. 
Mi volto ancora una volta a guardare Ushuaia, ed ogni volta il panorama e' piu' bello... 
Ma poi mi ricordo delle Ande e dedico a loro qualche scatto...
La navigazione nel Beagle continua, ci spingiamo ancora di piu' verso Puerto Williams, tocchiamo quasi l'Isola di Navarino. Non potremo comunque andare a Puerto Williams (almeno per oggi) visto che e' in territorio Cileno.... 
Doppiamo il Faro Fin del Mundo ed ancora una volta il sole e le nuvole ci regalano colori diversi...  
E' tempo di tornare indietro, la navigazione si fa sempre piu' difficile, il vento e' girato ed ora avremo difficolta' a rientrare. Il nostro capitano sceglie navigazione sotto costa, cercando di attenuare l'effetto del vento contro. Il cielo assume nuove sfumature, vorrei che questo viaggio non finisse mai... ma alla fine la Barracuda rientra in porto e la ragazza che ci aveva fatto gli onori di casa ora ci chiede di lasciare un commento sul loro libro. Noi di sicuro non ci tiriamo indietro, ed il commento non puo' essere che positivo, ancora ammaliati dalle bellezze che ci circondano.
Lei, ringraziandoci ci offre delle belle cartoline in segno di riconoscenza. Ora i dubbi iniziali sulla scelta dell'imbarcazione sono definitivamente fugati! 
Abbiamo il tempo di andare a mangiare "qualcosa". Giusto un "pasto leggero" in compagnia del nostro amico "l'Asador".

Credo di non aver mai visto un filetto cosi' grande. 
Ci concediamo due passi (per digerire), un po' di shopping ed ancora qualche foto tra le bellissime stradine di questa caratteristica Ushuaia.

Ma manca ancora la foto di rito, quella richiesta dal nostro amico Giovanni de "La Botticella"... Beh dobbiamo accontentarlo, in fondo le magliette giuste le abbiamo.... 
...e allora prendiamo il viale verso il porto e ci dirigiamo in un posto che merita di sicuro uno scatto... adesso la parte piu' difficile: fermare qualcuno e farci fare una foto!

10 febbraio - Punta Tombo - February 10

Giornata intera con i Pinguini ed in seguito trasferimento verso la Tierra del Fuego ad Ushuaia, la citta' piu' australe del mondo.
Partiamo presto anche oggi: 7:30 check out in hotel ed in marcia!!!
Il pulmino punta dritto verso Punta Tombo.
Ad aspettarci circa 1.200.000 Pinguini di Magellano (Jackass)
Percorriamo la Ruta 3, una delle due national road qui in Argentina, l'altra e' la Ruta 40 (decisamente piu' famosa!!!) ... si famosa per i suoi 3500 km di lunghezza che costeggiano spesso le Ande! A proposito alla fine i km sono piu' di 3500 visto che gli argentini non tengono conto dei chilometri che la Ruta percorre in territorio cileno.


Rimango colpito da piccole casettine costruite ai bordi della strada. Sembrano tante piccole cucce per cane, disposte al loro interno, in maniera meticolosa, ci sono bottiglie d'acqua.
Queste micro-casette sono infatti un omaggio alla Difunta Correa. Una donna che, in cerca del marito durante la guerra civile Argentina, mori' di stenti e di sete nel deserto, ma che riusci a salvare dalla stessa fine suo figlio molto piccolo. Il piccolo fu infatti trovato vivo dai gauchos, ancora attaccato al seno della mamma.

...vado a nanna... continua....

.... La Difunta Correa non e' comunque riconosciuta Santa dalla chiesa cattolica e viene al momento considerata una credenza semi pagana... Il santuario, eretto in suo nome, e' situato nella provincia di San Juan, se non sbaglio nella piccola cittadina di Vallecito.

Ezechiel e' oggi il nostro "conductor", durante il tragitto, noto con piacere che anche qui esiste un codice non scritto che gli autisti di auto, camion e pullman usano per salutare quando incrociano altri veicoli.
Quasi ogni macchina che incrociamo ci fa i fari, ma non per avvisarci di possibili blocchi di polizia, semplicemente per salutarci e per "verificare" lo stato del nostro conductor.
E' infatti semplice capire in questo modo se il conducente di un veicolo, che non risponde velocemente al segnale, sia in grado di guidare.

Siamo quasi arrivati a Punta Tombo, abbiamo lasciato la Ruta 3 ed imboccato una strada sterrata. Questa volta difficolta' maggiore: lavori in corso + dossi e avvallamenti! Il nostro pulmino ogni tanto accenna a sbandare, ma el conductor controsterza. Chiaramente il tutto e' quasi impercettibile per il resto del gruppo, solo chi e' attento alla guida riesce ad accorgersi....

Claudia mi racconta dei pinguini... ed in particolare del Pinguino di Magellano (Jackass).
Alto 50 cm circa, con un peso intorno ai 5 Kg. con la sua classica camminata dondolante e' un animaletto spesso curioso. E' possibile distinguere il maschio grazie ad un'altezza maggiore e per il suo cranio ed il suo becco; leggermente squadrato il primo e un pochino piu' largo il secondo. 
Una caratteristica che li differenzia dalle altre speci sono una collana di colore nero intorno al collo e delle macchie di colore arancio intorno gli occhi. Queste differenze si notano pero' solo sul pinguino che ha raggiunto la maturita', quindi adulto.

Punta Tombo viene considerato dai pinguini il posto ideale per la riproduzione. Spesso questo animaletto simpatico, segue le correnti di acqua calda e alterna quindi la sua dimora dividendosi tra le coste del Brasile e quelle dell'Argentina. E' infatti ghiottissimo di sardine e calamari piccoli, ed e' proprio seguendo le correnti che comincia ad emigrare verso il nord.
Il pinguino e' monogamo stagionale. 

Mentre scrivo mi rendo conto che un avvoltoio testa rossa si e' posato su una carogna che si trova al bordo della strada... Sono due le speci di avvoltoio, uno con la testa rossa ed uno con la testa nera. Siamo fermi, e' ci rendiamo conto che un Aguilucho Comun, un uccello rapace molto simile ad un aquila e difficile da avvistare, si e' posato su di un albero non molto distante da noi. Tiene un piccolo ramoscello nel becco, Claudia ci spiega che probabilmente sta lavorando sul suo nido (non distante).
Riprendiamo il viaggio e torniamo al nostro pinguino.... la scelta del maschio, da parte della femmina, viene fatta in base al tipo di nido e non alla bellezza! La femmina tiene poi conto della percentuale di sopravvivenza della prole!! 
Tipicamente il tempo di incubazione e' tra i 30 e 42 giorni.
I piccoli vengono nutriti con cibi pre-digeriti attraverso il becco dei genitori. Le uova sono spesso preda di gabbiani, armadilli ed altri animali. 
Eccoci giunti a Punta Tombo....
Le gambe, che per il lungo viaggio, quasi non sento piu'... sono le prime a lamentarsi... ma realizzo subito che ci sara' modo di riabilitarle... la passeggiata dura 3 ore circa... come mostrato dal cartello all'ingresso della riserva.
Claudia ci spiega che questo luogo, appartiene ad una Estancia qui vicino, ma che e' comunque sotto il controllo dello stato Argentino, per evitare il danneggiamento da parte dei turisti e soprattutto garantire che l'habitatat venga preservato.

Cominciamo a camminare per i viali delimitati con pietre bianche... Il Pinguino ha sempre la precedenza!!! Si, infatti, spesso li vediamo attraversare la strada come non curanti della nostra presenza. In questi casi, occorre fermarsi e facilitare il loro transito :-D. I viali sono stati infatti costruiti non molto tempo indietro ed i pinguini scorazzano di qua e di la come se nulla fosse. Che buffi che sono...

Io li avevo gia' incontrati. A Cape Town, in Sud Africa, ma qui mi rendo conto che il contatto e' incredibile. Siamo in minoranza, ce ne sono un numero impressionante, li vedo sparire all'orizzonte.
Provo a guardare verso il mare, ma ancora sono troppo lontano e non mi rendo bene conto, vedo infatti solo puntini neri all'orizzonte.... ma come, dopo circa un'ora di cammino, mi avvicino alla spiaggia e mi affaccio da uno scoglio che la sovrasta, mi rendo realmente conto di quanti sono... forse neanche la foto qui rende giustizia! E' una distesa, ce ne sono dapertutto, sotto le piante, nelle loro tane, in acqua, sulla spiaggia e .... hanno (pure) la precedenza :-) 

Giusto il tempo di fare ancora un po' di scatti e godersi il panorama da un gruppo di scogli che danno su una delle tante baie naturali (gia' occupate dai pinguini!)
Beh, la giornata trascorre tranquilla, e senza nemmeno accorgermi, e' gia' l'ora di tornare verso l'ingresso della riserva. Torniamo verso Trelew, ma ci fermeremo a Gaiman (si la famosa Gaiman di Chatwin). Quella con le case con i tetti di lamiera... 

Saliamo sul nostro pulmino e ci dirigiamo verso Gaiman.... ancora strada sterrata, ma quasi non ci faccio piu' caso... 
Il mio pensiero vola lontano: molto piu' a sud, sto gia' pensando che fra poche ore saremo ad Ushuaia... "chissa' com'e'? ...chissa' com'e' il tempo? ...e che ci sara' di bello da vedere li'? ...montagne che cadono nelle gelide acque del Canale di Beagle... cormorani, foche, panorami spettacolari.... " ... ma torno nel pulmino e mi rendo conto che siamo arrivati a Gaiman. 
Scendiamo ed esploriamo il piccolo paesino che sorge sulle rive del fiume Chubut. Gaiman e' stata per la Patagonia il primo insediamento Scozzese. Credo che conti non piu' di 6000 abitanti... 
Eccole le case di cui parla spesso Chatwin!!! Si questa e' la prima casa costruita a Gaiman! Un piccolo scatto, un po' di riposo sulla panchina e riprendiamo l'esplorazione.... 
Beh, ci fermiamo per un te con torta gallese... e' quasi ora di andare in aeroporto.... ed io non sto piu' nella pelle!! Ancora uno scatto con i nostri amici di Maiorca e poi diretti verso l'aeroporto di Trelew: destinazione Ushuaia (Tierra del Fuego)! 
Una Fiat Siena... forse venduta solo qui... devo dire che ne ho visto di macchine Fiat in Argentina ... e devo dire che questa le batte tutte... si si capito bene: e' bruttina!!

Sull'aereo, prima di atterrare, riesco a catturare alcune immagini che rispondono in maniera piu' che convincente alle domande che, oggi pomeriggio, mi ponevo nel pulmino. ;-) 
Montagne che sembrano toccare le nuvole, il Canale di Beagle le attraversa e sembra controllarne la disposizione, dall'oblo' dell'aereo si vede una nave attraversare il canale... forse diretta verso l'Antartide... chissa'..................
...Che giornata!!

Saturday, 9 February 2008

9 febbraio - Puerto Madryn - Peninsula Valdes - February 9

Siamo a Puerto Madryn.
We are in Puerto Madryn.

Questa e' la mappa della Peninsula de Valdes, con i punti d'interesse. La Peninsula e' sulla costa atlantica a nord est della provincia del Chubut. E' stata dichiarata dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanita' a partire dal 1999. Si estende per circa 3.500 km quadri. Composta da moltissimi laghi salati, il piu' grande di questi e' situato a 40 metri sotto il livello del mare.


Partenza ore 7.30 per la "Peninsula" con Claudia (la nostra guida) e Gabriel (el conductor). Ci aspetta un bel viaggio con strade sterrate ad una corsia.
Toccheremo Puerto Piramides, Caleta Valdes ed il Faro di Punta Delgada (dove vive una colonia di elefanti marini).
Ho ancora sonno, visto il viaggio di ieri, ma l'alba che ci viene offerta cancella tutti i segni di stanchezza.
Per strada incrociamo alcuni guanachi (animali molto simili ai lama), un armadillo e chilometri e chilometri di steppa patagonica....
Claudia (biologa) ci racconta che milioni di anni fa in queste pianure viveva il dinosauro piu' grande al mondo: l'Argentino Sauro!

Il paesaggio e' secco e arido per mancanza di acqua. La pioggia cade per circa 300 ml l'anno ed evapora velocemente (circa 700 ml).
La Peninsula e' luogo favorito dalle Balene Franche Australi. Queste vengono a partorire nella baia priva di correnti, con acqua bassa e a temperature miti. E' una fatica molto grande per le balene, basti pensare che il cucciolo appena nato pesa circa 3500kg.
Visitiamo la Caleta Valdes, un istmo di sabbia che nel corso dei prossimi dieci anni, con buona probabilita', si congiungera' definitivamente alla penisola.
Questa lingua di terra ha ispirato Saint Exupery, nel suo libro "le petit prince", prendendo spunto dalla forma simile ad un serpente che mangia un elefante.
Ci dirigiamo poi verso il faro di Punta Delgada. In questo luogo, esiste anche un hotel (Hotel de Campo) con annesso un ristorante. Il tutto a conduzione piu' che familiare.
Arrivati sul posto cominciamo ad incamminarci a piedi verso le scogliere che si gettanno nel mare sottostante.
Lo scenario che si apre ai nostri occhi e' meraviglioso, il vento batte forte; e' un vento che viene dal sud (Antartide), decisamente molto freddo!
Una distesa di sterpaglie che precipita su delle spiaggie composte da conchiglie e ciottoli.
Ma la scena diventa sempre piu' interessante, quando ci si rende conto di non essere soli. Elefanti marini spaparanzati sugli scogli oziano ed ogni tanto accennano a tirarsi su con il corpo, quasi a voler ribadire ai maschi vicini (o a noi), la loro supremazia sul territorio... il loro verso si perde con il rumore delle onde del mare.
Scendiamo per il sentiero sulla spiaggia; ad ogni passo il colore e lo scenario che si apre davanti ai nostri occhi muta, il vento infatti muove velocemente le nubi, come se fossero pedine di una scacchiera. Il mare e' mosso e le onde si scagliano con forza sulle rocce, ma gli elefanti di mare, non curanti del frastuono, continuano la loro siesta.

Sole ed ombre continuano ad avvicendarsi, creando alternarnanza di colori.... blu cobalto, azzurro e celeste che il cielo ed il mare ci offrono si mescolano con i colori pastello della sabbia, dei ciottoli e delle rocce intorno a noi, e tutto intorno il verde, il rosso ed il giallo di piante e fiori... e' un arcobaleno.
Non ci avviciniamo troppo agli elefanti marini, per non mutare non disturbarli e magari cambiare in qualche modo il loro comportamento e/o il loro habitat.
Rimaniamo li' a fotografare, a filmare e ad osservare in silenzio quello che la natura, intorno a noi, ci offre.
E' difficile descrivere cio' che si vede, cio' che si sente... di fronte ad uno spettacolo simile.
...ed io sembro gradire...
Rimango ancora ad osservare, e quasi come tutte le cose belle e' arrivato il momento di andare.... o meglio andare a mangiare....

Ci fermiamo, infatti, per uno "spuntino" al ristorante dell'Hotel de Campo. Alessandro sfoggia la sua magliettina da bikers... Italiano!
L'interno del ristorante e' accogliente, le sedie comode, grazie ad un cuscino ricavato con lana di pecora (... chissa' se Merinos).
La prima cosa che si nota, appena entrati, e' comunque il grande camino, elemento essenziale per la Parilla Argentina.
Ordiniamo Enpanadas e Bife de Lomo. La carne e' molto buona, forse un po' troppo cotta per i nostri gusti, ma decisamente di ottima qualita'.
Il servizio e' efficiente ed i camerieri sono tutti molto cordiali e sempre pronti a ricambiare un sorriso.

Riprendiamo il nostro viaggio, ci aspetta un colonia di leoni marini. Dovremo percorrere un bel po' di chilometri (ancora su strada sterrata) per arrrivare a Punta Lomo.

Appena arrivati, mi lascio prendere la mano e comincio a scattare foto dalle alte scogliere a picco sul mare. Nonostante il vento forte, riesco ad udire i versi emessi dalla miriade di leoni marini. Il loro verso e' inconfondibile.



Sotto di noi, su lastre di rocce a contatto con il mare, ce ne sono centinaia forse migliaia.
Claudia ci spiega che molte di loro sono femmine che accudiscono i loro piccoli.
I piccoli giocano in piccole bacini creati in modo naturale dall'acqua di mare che ristagna sulle rocce. La vista panoramica da qui su e' di assoluto stupore....


... torniamo a Puerto Madryn.... ma troviamo il tempo per una passeggiata lungomare. Poi ho una sorpresa per Karime.... due barattoli di Nutella... beh Nutella e' Nutella. Qui a quanto pare non si trova facilmente, si trova infatti il dulce de leche.... e noi siamo riusciti a far passare la Nutella sotto lo scanner per alimenti presente all'aeroporto di Trelew...
...Beh per oggi basta raccontare...

28 ore - 28 hours

28 ore! Si questo e' il tempo che abbiamo impiegato per arrivare a destinazione!
Dopo una doccia rigeneratrice ed una birra, seguita da una cena leggera... ed una bella dormita, saremo pronti per la prima escursione: Peninsula de Valdes! a domani....



...Uhm .... forse le birre erano piu' di una... comincio ad avere le allucinazioni... gente che gira con il cane sul tetto della macchina....

Thursday, 7 February 2008

Pronti a partire - Ready to set off

E' arrivato il fatidico giorno, siam pronti a partire!
Che fatica decidere cosa lasciare a casa e cosa stipare nel mio zaino. Beh ho tanti rullini e tantissima voglia di partire, questo conta no? :-)

Non riesco a trovare altre parole, ma ci aspetta un bel viaggio: un'ora e mezza di volo da Roma a Londra, circa 15 ore di volo da Londra a Buenos Aires... poi altre 2 ore circa da Buenos Aires a Trelew e un'ora di pulman da Trelew a Puerto Madryn (nostra prima tappa). Se tutto va bene :-) arriveremo domani nel tardo pomeriggio.


Saturday, 2 February 2008

Patagonia & Tierra del Fuego

Eccoci qui ... se sto scrivendo vuol dire che l'idea comincia a prendere corpo: sto organizzando un'altro viaggio, ma questa volta è un viaggio da sogno, il viaggio che ho sempre desiderato, e che probabilmente con il passare degli anni si allontanava e diventava sempre più difficile da reallizzare.

Sto parlando di un viaggio in Argentina o meglio Patagonia e Tierra del Fuego! :-)

Partiremo in due: Alessandro ed io (Stefano)

Ecco le tappe:

Rome - London - Buenos Aires - Trelew
Puerto Madryn (Peninsula di Valdes)
Ushuaia (Glacier Martial, Tierra del Fuego National Park)
El Calafate (Glacier Perito Moreno, Upsala, Spegazzini e Oneli)
Buenos Aires - London - Rome

Yes, I'm here! It means I've started writing and the idea begins to take a shape: I'm planning the next trip. But this time it's a dream's expedition. A journey I've always wanted to do, and that probably over the years has started becoming increasingly difficult to set up.

Well, I'm talking about a trip to Argentina, specifically Patagonia and Tierra del Fuego! :-)

We are two of us Alessandro and I (Stefano)




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